Come comincia

Clicca qui per scaricare gratis Nel mondo di Ayon«Vinceeeeent!» strilla il capo, chiamandoti a rapporto. Di malavoglia ti alzi dalla scrivania, interrompendo l’ennesima partita a Tetris, e ti dirigi verso il suo ufficio, mentre i colleghi della cronaca e dello sport ti osservano soddisfatti. Finalmente anche per te, Vincent Morgan, sfaticato giornalista del People che scrive di spettacoli scopiazzando comunicati stampa, è arrivato il momento di lavorare sul serio.

«Per oggi hai finito di chattare su Facebook a spese del giornale» ti accoglie il capo, con tono perentorio. Vorresti dirgli che è impossibile chattare mentre si gioca a Tetris, ma lui non te ne dà il tempo, proseguendo: «Ayon, quel graffitaro di cui mi parlavi tempo fa, pare sia diventato uno famoso. Dopo domani inizia una mostra alla Rainbow Gallery, quel posto famoso che c’è in centro, insieme ad altri artisti di grosso calibro, tipo Opiemme, Atomo, Blef, Ilprosa, Fijodor. L’ufficio stampa dell’evento dice che nessuno degli invitati rilascerà interviste prima del vernissage, io però ho trovato il modo di aggirare l’ostacolo e battere la concorrenza sul tempo. Visto che in redazione non sai mai cosa fare (a parte chattare), voglio che oggi vai a fare un giro nel quartiere in cui questo Ayon è cresciuto, e che pare abbia tappezzato di scritte e disegni, e mi prepari un bell’articolo sulle sue origini di creativo della strada, spiegando come ha cominciato, perché si fa chiamare così, quali sono i temi principali delle sue opere, eccetera.»

Fai per replicare che non hai idea di chi sia questo Ayon (che il tuo capo ha confuso con un deejay che si chiama Aion ed effettivamente è un tuo amico), ma di nuovo lui non ti lascia parlare e chiude la questione dicendoti: «Hai tempo fino alle sette per procurarti del materiale interessante. Portami almeno sei foto dei suoi murales e tre interviste a persone del quartiere che lo hanno conosciuto. Fai del tuo meglio, Vincent, e ricordati che, dall’esito di questo servizio, dipende la tua possibilità di continuare a tappezzare le pagine del giornale con entusiastiche recensioni dei ristoranti in cui mangi gratis.»

Esci dall’ufficio scuro in volto. Guardando l’orologio appeso alla parete, nella grande sala che ospita la tua scrivania e quelle dei tuoi colleghi, noti che sono soltanto le dieci e un quarto. Il tempo però passa molto in fretta, per chi ha le ore contate, e ti basta fare una rapida ricerca su Internet, per capire dove andare, e mangiare un panino al bar all’angolo, per fare già quasi le undici. Con l’ultimo boccone ancora in gola, salti sul primo autobus diretto in periferia e, una mezz’ora dopo, armato di macchina fotografica, registratore e tesserino, giungi a destinazione deciso a salvare il tuo posto al People con uno scoop memorabile.